Neuromantik: And Chocking And Breathing [2011]

Uno dei primi aggettivi che vengono in mente all'ascolto di And Chocking And Breathin”, uscito per Black Nutria nel novembre 2011, è "potente". I synth e la drum machine, che connotano la direzione elettronica della band, si appoggiano su una base rock costruita con chitarre e bassi spesso distorti. Alla semplicità dei riff e dei temi, tipica sia del post punk sia dell'elettronica cui la band fa riferimento, si affiancano strutture delle canzoni non sempre immediate e una cura per il dettaglio, in particolare dell'armonia, non scontata nelle linee di chitarra: nonostante nel master finale rimangano spesso un po' nell'ombra rispetto alla potenza predominante di basso e synth, riescono comunque a dare un tocco particolare e a rendere chiaro il legame con quell'underground krauto anni '80 caro alla band. L'espressione dei Neuromantik si rivela così una rielaborazione personale più complessa ed interessante. L'album si apre con Dig, primo singolo estratto. Il brano è una cavalcata in crescendo quasi ossessivo: un riff creato dai synth diventa la base per una melodia vocale aperta, che tornerà più volte, cui si aggiungono nuovi elementi semplici e lineari fino ad arrivare ad un'esplosione finale di suoni. Si prosegue con Violet Skills e Hedonism, che mostrano il lato più dark della band, legato all'elettronica di matrice mittel – europea, mentre gli echi post punk emergono chiaramente nelle  note distorte del basso in apertura di I Did Something Dangerous. A metà tracklist i Neuromantik frenano la loro corsa. Tre minuti di una cullante melodia del piano su un sottofondo elettronico creano il pezzo che dà il nome all'intero lavoro e mostra un lato più riflessivo della band. I brani che seguono riprendono il ritmo incessante che è ormai la cifra stilistica dell'intero disco: Smokers dà un andamento ritmico ballabile con il riff iniziale, mentre Grey (con qualche eco dub – step), Tonight I Feel Asleep e Hate Midnight esprimono la reale potenza sonora dei quattro fiorentini. Chiude il disco The Distance che sintetizza le caratteristiche della band: la semplicità dell'elettronica, la ricerca di aperture melodiche orecchiabili su una base continua e tagliente, la presenza di finezze armoniche. Nel complesso l'album è piacevole all'ascolto e promettente per la visione di uno spettacolo dal vivo, dimensione, quella del concerto, cara ai Neuromantik che in questi anni hanno avuto un'intensa attività live (sia in club che manifestazioni importanti, come l' Italia Wave Love Festival del 2010, anche accanto a nomi quali These New Puritans, Neon e Luci della Centrale Elettrica). Per quel che riguarda l'originalità certamente non siamo di fronte ad una novità assoluta nel panorama musicale, piuttosto ad un efficace mix di influenze, ma come la stessa band dichiara And Choking And Breathing cerca di sintetizzare tutte le influenze che i quattro componenti hanno subito e tradurle in un sound compatto e unitario e da questo punto di vista i NK hanno centrato il bersaglio: il sound del gruppo si rivela chiaro e dotato di personalità. Sicuramente questo è un buon punto di partenza. Sarà interessante vedere cosa ci riseveranno per il futuro.

Recensione a cura di:
Veronica Chincoli




7 commenti:

  1. Non sono assolutamente d'accordo con la recensione.Apprezzabile il cambio di genere ma si è rivelato, a parer mio, un grande fiasco.
    Li ho visti all'Ex3 e sono rimasto allibito.Si sente tanto la mancanza di un batterista e mi sembra che quello di buono che era stato creato nei primi anni è stato spazzato via dal "rumore"

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  2. Concordo in pieno.ero un grande fan di questo gruppo, ma già da un paio d'anni a questa parte mi sono scaduti,l'album poi non mi è piaciuto per niente.... Si sente,anche troppo, che manca una batteria e il genere è completamente diverso! Ridateci i vecchi Neuromantik!

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  3. Lorenzo.Secondo me non è neanche un problema di batterista,il fatto è che non è un bel disco,manca assolutamente di anima

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  4. questione di opinioni, la recensione è ben fatta e penso comunque che piacerà a parecchie persone. ma a me no.

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  5. A me non dispiacciono,il batterista era e sarebbe abbastanza superfluo con delle basi elettroniche come si deve.

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  6. Mamma mia! l'ultima volta che li ho visti era il 2009 e spaccavano,ma è lo stesso gruppo?dovrebbero tornare alle origini!

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  7. Boia che schifo.

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